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Dubbi amletici… criptiche certezze (poesie)

Questa categoria contiene 6 articoli

Preghiera folle

Ridonami, fata dei folli

-per un giorno solo-silfidi

le opalescenti ali di

una libellula che danza

e non quell’inferno

di amara cenere

che -d’improvviso-

sulla mente mi piove…

Non dirmi che

i manicomi sono per i matti,

imbelli predatori dell’aria,

vanitosi cantori dagli occhi spenti…

Fiere da addomesticare,

falchi in volo agitato

a ritroso del tempo…

Fantasmi umani,

ricoperti di gocce di sudore

e bramosia…

Guarda:

loro patinano sulla Via Lattea,

pranzano con il re Salomone,

cenano in compagnia di Platone,

cantano in segreto i loro

intimi amori.

Di cristalli di lacrime piante

il loro mondo è pieno.

Speranze ed ira

veleggiano nei loro mari:

schiavi nelle gementi galee,

remano contro i venti…

Ascolta:

gli sventurati cantano.

Ugole generose

attendono i plausi.

La notturna melodia

dona l’oblio

agli animosi sensi.

Ondeggiano i cuori,

estirpati dai grembi materni,

banditi dai felici focolari-

non chiedono altro

che un obolo d’amore.

E quando di sangue rosseggia

l’orizzonte,

a porte chiuse,

mendicano le stelle,

e non sanno

di averle già negli occhi…

Fata dei folli?

……………………….

Copyright© Vera Somerova VerSo

pubblicata nell’antologia di poesie “Alda nel cuore” 2013

La musa sorride

 

La musa sorride…

inebriata da baci impudici,

siede sulle ginocchia

del vecchio libertino:

artista o presunto tale…

col cappello di paglia

e calice in mano

s’ubriaca del liquore di santità…

 

La musa sorride…

profuma di gelsomino

e di cioccolata

Calda si liquefa…

paradisiaca ed infernale,

dannata e gaudente

Baccante sfrontata

e saporitamente innocente…

 

La musa sorride…

con occhi bianchi

e pensieri scuri

Violenza di colori

sulla tela non voluta

di quell’infanzia mai avuta

Vesti stracciate

e campane stonate…

 

La musa sorride…

casta sacerdotessa

di memorie d’Apollo

tra colli pallidi di ulivi,

velati da ombre di cipressi

e nell’idea dell’infinito

malinconico tramonto

dipinge l’immensità di Delfi…

 

La musa sorride…

dal sacro ombelico del mondo

cade in estasi

con una foglia di alloro

in bocca e

la testa cinta da corona

di stelle cadenti,

incastonate nel diadema lunare…

 

La musa sorride…

Puttana crudele

promette arcobaleni luminosi,

poemi scritti con petali di rose

sopra le rocce dei torrenti…

 

vivrai di canto

e di poesia” … mente, spudorata…

 

Ah, musa assassina…

Un bacio in fronte,

una coltellata nel petto…

La copula invereconda:

infiamma di desiderio,

insanguina di terrore…

 

Musa Non Musa

Togli quel preservativo

dalla penna e scrivi,

cazzo, scrivi!”

 

Copyright©2012 Vera Somerova VerSo
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
ALL RIGHTS RESERVED

 

Sir Edward John Poynter – La musa Erato (1870)

 

 

Il tempo

Le ore

corrono

scorrono,

galoppano…

Vili!

Le ore

battono,

mutano,

si legano

in fili

di giorni

di mesi

di anni…

Sospiri

Respiri

Affanni…

Le ore

I giorni

I mesi

Gli anni…

Ed io qui che conto le rughe,

rincorro le ore,

cerco le fughe…

Non è da sgomento

Il trascorrere

vigliacco

del tempo?…

 

Copyright©2010 Vera Somerova VerSo
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
ALL RIGHTS RESERVED

Alla deriva

Occhi spalancati

in attesa di sogni…

Pensieri assopiti…

Liquidi arcobaleni

illuminano le lapidi

di coraggiose ribellioni

soffocate…

Alla deriva di luci

di albe ingenerose…

Rossastre disperazioni…

Nella melma di lacrime

s’impastano

conchiglie sfinite,

molluschi esausti,

dimentichi di se stessi…

Alla deriva

tra tronchi di alberi sradicati…

Un triste corpo galleggiante

nell’estrema attesa d’un qualcosa,

di una scialuppa di salvataggio

che -forse- lo condurrà

verso nuovi orizzonti, verso la vita…

Alla deriva

tra le follate del vento ringhioso,

tra gli occhi spenti dei nuovi poveri,

tra i ghigni plastificati dei sempre ricchi…

In balia di spread, bond e borse,

annaspando tra riforme improbabili…

Salvezze promesse

in nomine padre,

in nomine di opulenze ecclesiastiche…

E sull’uscio della mensa dei poveri

un alberello natalizio di plastica,

un presepe made in Cina…

ed un gigantesco babbo natale

gonfiabile

Svolazza in un disperato cielo di luci.

Lo trafiggono mille occhi

e lui -vergognoso-

parte e va…

alla deriva,

si,

alla deriva.

 

Copyright©2011  Vera Somerova VerSo- inedita
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
ALL RIGHTS RESERVED

 

Irriverente

Voglio partire

Andare

Volare

In saette trasformare

le gambe e le braccia

E più scintillante

d’un aereo da caccia

vagherò per campi eterei

Tra nubi lampeggianti

ed arcani pianti

io volerò sui monti

guardando dal colle

il sole che indora

la baia feconda…

E l’odorosa flora

di mirti perenni

e lavande viola

si specchierà nell’onda

del mar che la riflette…

Donna, che vuoi?

Giocare a tresette

con la vita eterna?

Irriverente…

La tua nave affonda

Si spegne la lanterna

Nel grido di mille voci

Impotente…

Perché adesso taci?

Copyright©2011 Vera Somerova (VerSo)

Chi sono?

Sono un gabbiano
senza le ali
Un mare
senza le onde
Il vento
senza i semi da disperdere…
Sono un cantastorie
senza storie da raccontare
Uno scrittore
senza la penna
Un pittore
senza i colori…
Sono un poeta
senza l’anima
Un compositore
senza le note
Una nota
senza la chiave musicale…
Chi sono?
Sono una croce
sulla quale m’inchiodo
nella speranza
che la mia bocca
ritrovi il canto…

Copyright©2011
Vera Somerova VerSo
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
ALL RIGHTS RESERVED

VerSo

Poesie? Ne ho scritte tante… ora mi aspetto che qualcuna di loro scriva me…
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