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Perché è nato questo blog

Perché è nato questo blog?

Aspettate, ci devo pensare…

Forse per riempire un “vuoto”?

Che cos’è il “vuoto” se non un contenitore per qualcosa? Che cos’è “l’illuminazione”? Una fiamma nel vuoto… Mi viene in mente la storiella del piccolo pesce che domandava ad un pesce più vecchio e più grande: “Che cos’è il mare?” e quello gli rispose: “Ma il mare è tutto intorno a te, piccolino.” “Ah”, disse il pesce piccolo ” se è vero, perché non riesco a vederlo?” “Perché è ovunque: ti circonda, è dentro e fuori di te. Sei nato nel mare e morirai nel mare… tu stesso sei la vita del mare… ne fai parte integrante ed anche se non lo vedi, tu sei il mare…”

Noi siamo il vuoto e siamo la fiamma con la quale riempirlo…

Certo, l’’animo umano è un pianeta inesplorato. Una strana cosa. Un universo fatto di bolle di sentimenti che si agitano tra due poli: il positivo ed il negativo. Sembrerebbe che con questa affermazione io voglia attribuire l’etichetta di giustezza -se non di bontà- a tutti quei sentimenti tendenti al positivo e, per contro, bollare come sbagliato, guasto e cattivo tutto ciò che si avvicina al negativo. Sembrerebbe forse anche corretto qualora queste colorate bolle rimanessero soltanto dei sentimenti senza tramutarsi in quello che comunemente viene chiamato “l’azione”. E da qui in avanti spenderò fiumi di inchiostro per colorare nugoli di parole con le quali inseguirò il mio pensiero. Sarà probabilmente una fatica sprecata se non per il fatto che i pensieri sono di norma talmente rapidi da rimanere imprendibili, non sopportano le catene di alcuna specie e se costretti in rime o narrative, si ribellano materializzandosi sulle pagine concatenati in sillabe, parole e frasi che poco hanno in comune con l’idea originaria del pensatore. Ben inteso: dita che battono i tasti di una macchina da scrivere, di una tastiera del computer o, semplicemente, dita giocherellanti con una biro, un lapis, una matita. Dita al servizio del cervello. Le mie dita purtroppo acquistano ogni tanto una loro vita propria e scorrono velocemente sui tasti senza consultare quella parte di me che definirei pensante… o forse è il collegamento interno che pecca di qualche disfunzione… I miei pensieri, i miei sentimenti…e le mie dita che li trasformano  in un’azione. L’atto di scrivere… quanto ha di positivo? E di quali negatività è capace? E come etichettare la forma ed il contenuto di quanto verrà fuori? Vediamo… il lettore è avvertito… sono una grafomane compulsiva…

Vera Somerova VerSo

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Discussione

7 pensieri su “Perché è nato questo blog

  1. Mi piace!

    Pubblicato da Angio Faccini | 2 dicembre 2011, 06:24
  2. Mille grazie, Angio:)

    Pubblicato da verso | 2 dicembre 2011, 07:25
  3. Grazie VerSo,e mi piaceeee

    Pubblicato da M.Rosaria Persico | 12 gennaio 2014, 16:30
  4. Grazie VerSo,e mi piace

    Pubblicato da M.Rosaria Persico | 12 gennaio 2014, 16:32
  5. Meno male che blog così nascono…
    Ciao Vera! 🙂

    Pubblicato da tizianatius | 15 gennaio 2014, 22:15
  6. Sei sempre tanto buona con me, Tiz 🙂

    Pubblicato da verso | 20 gennaio 2014, 19:17

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Poesie? Ne ho scritte tante… ora mi aspetto che qualcuna di loro scriva me…
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